Due, in francese Deux, opera prima di Filippo Meneghetti, giovane italiano adottato dai nostri vicini francesi, è un inno alla libertà e una denuncia all’autocensura della nostra persona, girato con maestria e un’autorialità incoraggiante.
Nina e Madeleine sono due donne che in segreto, si amano da decenni, sotto gli occhi inconsapevoli dei figli e conoscenti di quest’ultima. Se la sinossi risulta poco originale è nella messa in scena e nella regia che il cineasta recupera con mano intima e personale. La rappresentazione delle due donne è formidabile, le inquadrature ottime ed emozionanti, l’intimità di alcuni primi piani, molto Bergmaniani, mettono in risalto l’età reale delle due donne, usando poco trucco e molta vita, Filippo crea un’intimità naturale molto profonda.

La pellicola si destreggia tra il tragicomico e il drammatico horror. Sembra una esagerazione, ma molte sequenze, volutamente prolungate, con rumori molto alti, come una padella che rischia di bruciare, mi hanno ricordato Pablo Larraín regista che ama rappresentare il dramma con una leggera pennellata horrorifica. Non mancano sequenze divertenti e ironiche, sempre con un’atmosfera black, in cui Nina fa di tutto per cercare la vicinanza con Madeline quando le è ostacolata, ricordandoci quanto l’amore ci rende adolescenti e folli.
Il talento delle due attrici protagoniste è assodato, mi è dispiaciuto non averlo visto in lingua originale, lo avrei apprezzato ancor di più. In ogni caso Barbara Sukowa e Martine Chevallier hanno una sinergia palpabile, il senso di colpa, l’incomunicabilità, l’incapacità di smascherarsi anche con le persone per noi più importanti è trasmessa magistralmente.

Filippo Meneghetti crea una metafora molto bella con le porte. Porte chiuse, porte che si aprono, porte su cui su bussa senza avere risposta, porte da cui si spia, porte che vengono forzate, porte lasciate aperte che creano un mondo e poi le più importanti, le porte di cui abbiamo le chiavi.
Uno dei migliori esordi visti negli ultimi anni.
Molto consigliato.
Ps. Un rientro in sala dopo mesi davvero apprezzato e sentito.