Cosa aggiungere a miti e leggende narrate dal ciclo di Herbert da ormai 60 anni. Storie che hanno ispirato e tracciato un terreno ancora oggi fertile che genera idee e racconti di ogni genere. Dune, romanzo fantascientifico di metà secolo scorso, ha una rilevanza incredibile, un punto di svolta, un libro che si prende la responsabilità di reinventare un genere, chiamando in causa passato, tradizioni e culture future.
Un romanzo storico del futuro.
Per quanto inventare e scrivere di mondi immaginari e pianeti lontani possa sembrare una missione più semplice rispetto all’impegno di un racconto storico, Frank Herbert riesce a rivoluzionare il metodo, lo stile e il contesto. Influenzato dalla narrazione del Ciclo delle Fondazioni di Isaac Asimov, ma concentrandosi sulle vicende di un preciso periodo storico, narra le gesta di Paul Atreides, figlio ed erede del duca Leto. Un intrigo di potere tra casate, famiglie, nobiltà e impero che per interessi socio-economici vedrà l’inizio di una guerra galattica. Il romanzo, narra con epica atmosfera la storia, ma il racconto in quanto tale è solo una piccola parabola rispetto al contesto creato dall’autore.

In questo universo, seguiremo la storie della famiglia Atreides, di cui il giovane Paul è il protagonista, una trasformazione da fanciullo a eroe con un percorso mai accelerato e ben delineato, consapevole e adulto, un cucciolo d’uomo preparato fin dall’infanzia al suo (grande) destino.
Il grande pregio di Herbert è quello che riuscire a creare un mondo dalle basi sociali e politiche solide, credibili e affascinanti. Un Fantasy politico nello spazio (vi ricorda qualcosa?).
Motivi e scopi dei personaggi non sono mai banali, ricordando reali situazioni della storia umana antica e recente. Un miscuglio di culture e popoli, lingue differenti e tradizioni, le quali troveranno pace e conflitti.

Leggendo Dune oggi, si percepisce la grandissima influenza che ha generato, partendo dal confermato Guerre Stellari, arrivando al più recente Trono di spade. Herbert impiega il giusto spazio e la profondità necessaria per ogni personaggio, narrando in modo impeccabile il retaggio che li guida ai loro obiettivi.
Ho letto e “divorato” il romanzo nonostante le quasi 700 pagine, in pochi giorni, realizzando la sua importanza come fossi negli anni 60, un libro che non è invecchiato e che non invecchia, attuale e riflessivo, scorrevole e intrigante.
Un capostipite generazionale.