Dune, questo è solo l’inizio

Dopo tanta attesa, appesantita dal posticipo causa Covid-19 e dopo altissime aspettative, arriva finalmente (solo) al cinema Dune, Kolossal d’autore di un regista che dimostra per l’ennesima volta con la propria firma, quando sia possibile raggiungere obbiettivi apparentemente impossibili.

Dune è considerato un romanzo (quasi) infilmabile per la sua natura complessa, i suoi tempi lunghi, le discussioni politiche ed economiche. Eppure, Denis Villeneuve dopo le precedenti incredibili affermazioni come cineasta, riesce a superarsi dando al mondo un’opera che tiene una fede incrollabile verso il manoscritto, ne incarna l’anima e allo stesso tempo porta l’autorialità del regista.

A rendere Dune un Kolossal è senza dubbio il suo incredibile cast, da Timothée Chalamet a Rebecca Ferguson fino a Oscar Isaac ,Zendaya, Jason Momoa, Stellan Skarsgård e molti altri. Può sembrare una mossa di marketing la scelta di molti volti noti, ma ogni interprete è scelto con cura, strutturato a dovere e rispetta il romanzo. Ogni attore riesce a regalare anche con poche battute l’atmosfera che percepiamo durante tutta la durata della pellicola.

Gli effetti speciali sono straordinari, scenografie, fotografia regalano immagini da vedere (esclusivamente) al cinema e la regia di Villeneuve è palpabile in ogni scena, elegante e raffinata. La sceneggiatura si prendere i suoi tempi, tagliando correttamente alcuni approfondimenti per questioni di durata ma senza lasciarsi indietro incertezze. Quando un concetto non è spiegato, Villeneuve riesce a trasmetterlo e a renderlo credibile in modo molto naturale. Tecnicamente il film è impeccabile.

La Fantascienza di Dune è complessa, si muove tra reale e irreale di continuo. Profezie, religioni e leggende popolari si mischiano con diversi Credo, generando perfettamente quello che l’autore Herbert scrisse nel 64, affrontando tematiche ancora oggi presenti.

Il grande “problema” di Dune è quello di essere una prima parte di un film ancora più complesso e grande di quello che abbiamo visto. Ai titoli di coda, rimaniamo con la sensazione che questo sia solo una porzione della storia, uno dei personaggi infatti pronuncia la frase come ultima battuta della pellicola: “Questo è solo l’inizio”. 

La sensazione che si prova usciti dal cinema, è quella che abbiamo provato quando nel 2001 dopo aver visto “La Compagnia dell’Anello”, abbiamo pensato a quanto ci aspetterà nei prossimi film. 

Quindi corriamo al cinema, non aspettiamo di vedere Dune nel salotto di casa, le immagini e le sensazioni che si provano in sala sono uniche per quello spazio e quel luogo. Vogliamo conoscere la storia completa di Paul Atreides e possiamo farlo solo al cinema!

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