Andrew Dominik dirige un’opera che incarna oniricamente il malessere vissuto da Norma Jeane, in arte Marilyn Monroe. Un simbolo di bellezza e magnificenza divenuto vittima del sistema umano. Un oggetto. La diva viene messa completamente da parte, l’analisi introspettiva della pellicola si ferma sull’essere umano Norma. Il risultato è un incubo senza via di uscita.
Un film anti convenzionale. Partendo da una radice classica da biopic, Dominik dopo i primi minuti, lancia un colpo di redini e ci scaraventa in situazioni scomode, pensieri macabri, immagini forti. Norma diventa Marilyn in pochi secondi. Le sequenze tendono a spiazzare e confondere, non capiamo subito in che periodo siamo ma non è importante, quello che conta sono le emozioni. L’intera storia è quasi un sogno e nel sogno Norma fa solo incubi.

Attraverso la vita e la carriera di Marilyn viviamo la vita e la tristezza di Norma. Le storie sentimentali, il sesso, la recitazione, hollywood e le grandi mancanze di cui ha sofferto sempre. Ogni scena è presidiata da Ana de Armas che conferma il suo grandissimo talento. Perfetta nella parte, non imita ma interpreta. E ogni scena è su di lei, sempre. Non vediamo mai fuori campo senza la protagonista. Non ascoltiamo mai pensieri altrui.
Dominik trae in inganno lo spettatore, facendolo sentire esattamente come gli uomini che vediamo durante le sequenze squallide e sporche. Guardare attraverso lo schermo la bellezza dell’interprete ci fa sentire in torto, sbagliati e a disagio. Non risparmia nemmeno a grandi simboli americani, mettendo in pessima luce figure di rilievo, storiche e spesso immacolate.

Senza mai cadere nel banale e grazie alla fantastica colonna sonora di Nick Cave, le sequenze malickiane con la voce fuori campo di Marilyn, portano inevitabilmente a sensazioni forti, difficili da controllare. Vediamo la diva crescere ma Norma rimanere la bambina che aspetta ancora un padre che non arriverà mai. Lei sola. In casa, fuori, in macchina, sul set, sempre sola.
Regia, fotografia, sceneggiatura, costumi, tutto quello che c’è su schermo è incredibile. Le sensazioni e l’atmosfera portano un disagio che scombussola dentro e fuori. Ci lascia storditi anche dopo la visione.

Completamente fuori dagli schemi classici, il film gira le spalle a ogni regola del genere per reinventarsi perfettamente, facendo quello che l’arte deve fare: Creare. Creare quelle emozioni che trasmettono una vita, lasciando in secondo piano il racconto e la veridicità di quello che accade.
Un capolavoro.