Senza troppe aspettative ma con molta voglia di tornare in sala, senza la possibilità di sgranocchiare qualcosa durante la visione ma assaporando l’odore di moquette tipico da sala cinematografica, l’ultimo lungometraggio live action Disney mi ha stupito sotto ogni punto di vista.
La pellicola entra a far parte della nuova collana “cattivi che non sono più tanto cattivi”. Oggi si sento molto parlare del politicamente corretto, penso che sia un’espressione abusata al 99% delle volte da ignoranti che la adoperano per poter insultare e denigrare senza sentirsi cattivi o lamentarsi che qualche personaggio abbia la pelle di colore diverso da come lo ricordano nella loro fanciullezza.

La Disney nel corso della sua centenaria storia, ha dato vita ad antagonisti contestualizzati nel tempo senza approfondimenti personali, il cinema d’animazione, una volta era per sognare una vita perfetta che prima o poi sarebbe capitata a tutti. Oggi, consapevole di questa buona menzogna, la nota casa di produzione sta creando storie spiegando motivi e ragione che hanno reso celebri i cattivi, le loro radici e le loro perdite. Questo approccio mi piace molto e credo sia estremamente necessario alle generazioni attuali e future, perchè noi inconsciamente, siamo tutti razzisti e omofobi.
Dopo questo piccolo preambolo, passo al pensiero sul film.
Emma Stone e il suo talento sono cosa ovvia, nonostante ciò, l’attrice ha saputo stupire dando un tocco personale a un personaggio talmente iconico da rendere (quasi) impossibile pensarlo in altre forme. Lei ci riesce.
Il regista, Craig Gillespie, ispirandosi ma senza emulare, solca una strada tra un Joker Nolaniano e Un Diavolo Veste Prada. La moda, i vestiti, l’iconicità delle protagoniste, entrambe Emma, girato in modo ottimale, senza sbavature con classiche battute disney tarate a dovere. Ho apprezzato molto la molteplicità di situazioni e location, i fantastici colpi organizzati e mostrati come nel migliore Mission Impossible. Trucco, atmosfera e scenografia molto accattivanti.

Disney e Gillespie creano una Cruella umana, sofferente con una doppia personalità bilanciata perfettamente dall’attrice protagonista. Ci raccontano la storia di uno degli antagonisti più famosi dell’immaginario collettivo, rimasto come tanti senza un percorso che lo ha portato a essere tale. Sposo questa politica aziendale perchè se esiste un cattivo, significa che qualcuno è stato cattivo prima di lui e lo ha indotto a essere un cattivo a sua volta. Nessuno nasce cattivo, ma tutti possiamo fare scelte sbagliate.

Meno riusciti alcuni personaggi secondari, come l’amico paffuto che ci far sorridere senza riuscire sempre nel suo intendo, la CGI in alcune sequenze è troppo visibile e la lunghezza negli ultimi 20 minuti si fa leggermente sentire, ma nulla di dannoso.
Bellissima a livello visivo l’immagine di Cruella, che scesa dalla moto dopo un bornuout, si leva il casco, outfit incredibile, trucco sulla faccia con la scritta “The Future”.
Senza dubbio il mio live action Disney preferito insieme al Libro Della Giungla. Promosso pienamente.