Un’opera monumentale, accostata alle più grandi della nostra storia quali il Faust o la Divina Commedia, Guerra e Pace è un romanzo non-romanzo, uno squarcio di storia dell’epoca Napoleonica, vissuta dalle prospettive di personaggi di fantasia accostati a figure e fatti storici. Tolstoj dipinge la sua opera magna con oltre 560.000 parole, nessuna delle quali sprecata.
Un viaggio nella storia che fa riflettere.
Pubblicato per la prima volta tra il 1865 e il 1869, il romanzo del noto scrittore è attuale, vivo e presente. Lev plasma dei personaggi inizialmente difficili da capire, cerchiamo un protagonista quando un protagonista non c’è, cerchiamo il buono quando il buono non esiste, cerchiamo il giusto, quando il giusto inciampa in scelte sbagliate, cerchiamo qualcosa di perfetto ma lo scrittore ci porta l’umano, nel bene e nel male.

Nelle prime centinaia di pagine, veniamo catapultati dentro un groviglio di cognomi, famiglie, salotti altolocati, balli, discussioni politiche e personaggi che impareremo ad conoscere, amare e disprezzare. Empatizziamo e denigriamo, ci troviamo in accordo e in disaccordo, a volte capiamo a volte invece condanniamo, in ogni caso cresciamo con questi personaggi, con queste due famiglie, i Rostov e i Bolkonskij. Ogni lettore proverà emozioni diverse per ogni figura che Lev rappresenta con eleganza e delicatezza, possiamo innamorarci di Natasà o provare tenerezza per Mar’ja, simpatia per Nikolaj o una grande stima per Andrej. In Guerra e Pace nessuno è completamente buono o cattivo, sono tutti esseri umani.
Ambientato nell’arco narrativo di circa 20 anni, il romanzo incastra la sua anima con la storia in modo sublime. L’autore riflette con il lettore su molti temi affrontati, la guerra, il senso di combattere, i motivi per cui si vince o si perde, le errate interpretazioni e scritture storiche attribuite a singoli individui, l’amore, la famiglia, l’amicizia. Lev non si risparmia mai, creando degli interludi nella narrazione, pone le basi di un pensiero profondissimo e complesso.
La parte storica è convincente in modo assoluto, daremo più credito a questo libro piuttosto che a quelli accademici, immaginiamo Napoleone così come viene descritto, con i suoi pregi e difetti, le sue scelte giuste e sbagliate e i suoi limiti. La guerra affrontata è talmente complessa e fuori portata dalla mente umana, che ci chiederemo come abbia fatto a prendere determinate soluzioni, come si è giunti a un finale così poco premeditato. Tolstoy spiega il suo pensiero, spesso anche in modo assoluto, molto complesso e analitico.

La storia delle due famiglie ci incanta, ci tiene attaccati al libro, l’amore che esplode e finisce, l’amore che si spegne e ritorna, l’amore frainteso come tale, matrimoni di convenienza, intrighi e strategie famigliari per scalare fino ai ceti sociali d’epoca più desiderati. Nessun personaggio si risparmia e nessun racconto è diluito, ho trovato la lunghezza del tutto necessaria, spesso vista come esosità, trovo che ogni frase abbia uno scopo, ogni dialogo, ogni piccolo dettaglio sia un pezzettino che compone un mosaico interiore tra i più grandi che potremmo mai costruire.
Ho completato la lettura in circa quattro settimane e arrivando alla fine, mi sono accorto di quanto mi sarebbe mancata ogni sensazione, ogni dettaglio, ogni nuovo svolgimento. Prendere in mano il libro e iniziare la lettura con un sorriso, felice di tuffarmi dentro a questa storia senza tempo è un regalo che solo un capolavoro può farci.
Obbligatoriamente da leggere.