Le Otto Montagne – Film

Alessandro Borghi e Luca Marinelli tornano a lavorare insieme dopo il gioielli del compianto Caligari: Non essere cattivo. Ci Regalano delle performance incredibili entrambi. Trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo, la pellicola segue con precisione didascalica ma autorevole la narrazione del libro. Lascia in parte il tema che secondo me era principale su carta, per concentrarsi sulla crescita e l’amicizia dei due protagonisti.

Un film che poteva essere godibile anche con una mano meno d’autore e invece si fa carico di essere un ottima opera sotto molti punti di vista. Le performance di Borghi e Marinelli potrebbero reggere il peso di un lungometraggio per il grande pubblico in autonomia ma Groeningen e Vandermeersch invece, girano un film con tutto il tempo necessario a dare importanza a ogni cosa. Amicizia, famiglia e montagna.

Se nel romanzo, Cognetti maschera una storia di padre e figlio e famiglia con il legame di due amici vicini e lontani, con retaggi tanto diversi quando simili, nella sua fedele trasposizione, i due cineasti lasciano in secondo piano la parte paterna per affrontare la famiglia da un punto di vista di amicizia e luogo.

Riprese ferme e campi-lunghi sulle nostre bellissimi Alpi, rendono un’immagine realistica e bellissima di un mondo spesso dimenticato e vissuto da pochi. La montagna di Bruno e Pietro vive si fa vivere e cresce con loro. Due persone lontane, diverse e allo stesso tempo vicine. Uno scappa, l’altro resta. Uno costruisce l’altro distrugge. Pietro pieno di domande, Bruno pieno di certezze.

La pellicola riesce a ripercorrere passo per passo la storia e le sequenze narrate nel romanzo senza cadere nella brutta copia, ma riuscendo ad avere una sua forma e un’impronta personale. Personaggi calati nella parte e azzeccati, anche i secondari. Protagonisti più preparati che mai, Borghi parla con una cadenza a me molto nota e, parlando per esperienza, perfetta. La sceneggiatura rimane fedelissima anche nei dialoghi, molto belli, umani e profondi.

La storia non ci porta risposte, bensì domande e riflessioni. Ci lascia attoniti a chiederci: Avrà imparato di più chi ha fatto il giro delle otto montagne, o chi è arrivato in cima al monte Sumeru?

Voglio altri dieci film con questa copia di attori.

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