Mia

Un dramma famigliare che affronta temi toccati da molte produzione negli ultimi anni. Ivano De Matteo riesce istintivamente a portare una certa intimità e solidarietà palpabile sul grande schermo. Andando oltre ai cliché di genere, Mia riesce a fare breccia, una pellicola che tocca delle corde che vibrano anche dopo il finale, lasciandoci non poco indifferenti.

Edoardo Leo abbandona il suo classico ruolo da commedia per entrare in meandri più cupi e drammatici. La sua interpretazione migliore, senza dubbio. Tutta l’apprensione, l’amore, il dolore e i dubbi che un padre può avere nei confronti di una figlia passa attraverso lo schermo e arriva allo spettatore. Milena Mancini, la mamma, non ha nulla da invidiare al protagonista del film, calata nella parte perfettamente doma le redini della famiglia e di molte sequenze. La nuova arrivata Greta Gasbarri, la Mia di cui seguiremo le vicende è credibile, brava e piena di vita. Il resto del cast fa quello che deve per mettere tutto al suo posto.

Una Roma cupa e grigia fa da contesto a una famiglia ordinaria. Il rapporto figli e genitori è al centro di tutto, senza fermarsi o adagiarsi sugli allori. Mia vive la scoperta della vita, della libertà, della fiducia, percorre quella strada che tutti attraversiamo e dove spesso inciampiamo, cadendo in dirupi da cui è difficile risalire. Ogni persona affronta quello che capita nel modo in cui riesce. Il regista mette in scena didascalicamente ma con tantissimo cuore le emozioni dei personaggi.

Questo film non parla di revenge-porn, parla di genitori e figli.

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