Solo è il coraggio che riecheggia nell’eternità

Roberto Saviano riporta in vita trent’anni dopo, la storia di un uomo che ancora oggi è l’urlo contro la criminalità organizzata. Un urlo che fa ancora eco, un simbolo che rappresenta un movimento fatto da più uomini, molti dei quali sono caduti come tessere di un domino. Uccisi a sangue freddo. Noi abbiamo il dovere di leggere un racconto così accurato e ben narrato. Il dovere di conoscere nomi e cognomi di chi è morto per la nostra libertà. Perché la sicurezza è libertà. Il dovere di stare attenti e non incombere in sentieri pericolosi dove facilmente si inciampa.

Saviano con la sua raffinata e precisa scrittura riesce a portarci negli anni ottanta e dare una visione immersiva della storia del magistrato che insieme a molti altri ha cambiato la storia del nostro paese. Come molti avvenimento storici, c’è un prima e dopo Falcone. Il punto in cui il pensiero popolare e le persone, hanno aperto gli occhi. Anche se troppo tardi.

Il romanzo racconta i quindici anni di carriera del magistrato che ha portato all’arresto di molti boss e soprattutto, ha svelato al mondo un organizzazione che era avvolta ancora nel mistero e spesso sottovalutata. Falcone, Borsellino, Chinnici e altri con lui, hanno portato alla luce legami criminali che arrivavano fino alle altissime sfere politiche, una rete di legami senza precedenti. Da prospettive differenti, viviamo le minacce, le uccisioni e le paure che quotidianamente queste persone non erano costrette ma che sceglievano di vivere per cercare di cambiare le cose.

Per quelli nati dalla fine degli anni ottanta in poi, troppo giovani per capire cosa succedeva al tempo, una lettura così è una botta d’aria necessaria. Un colpo in faccia duro ma che apre gli occhi. Conoscere, sapere, leggere di personaggi realmente esistiti e a cui Saviano riesce a dare l’anima su carta per poi assistere alla loro morte, spesso ignobile, come pedine di un gioco da tavolo. Lascia un segno dentro di noi, un segno essenziale.

Saviano riesce a dare una derivata empatia anche dal punto di vista del nemico. Il romanzo stesso si apre con un giovane Riina che vede saltare in aria tutta la sua famiglia, lasciandolo solo in un paese postumo di una guerra che per lui non sarebbe mai finita. Il resto della storia lo conosciamo.

La ricostruzione storica è accurata nei minimi dettagli. Le fonti che il noto autore cita alla fine delle 530 pagine sono rimarcate e riportate nel migliore dei modi. La passione e la stima verso un uomo dal coraggio infinito è palpabile e Saviano riesce a trasmetterla tutta, diventiamo tutti amici di Falcone, piangiamo tutti quando Chinnici viene fatto saltare sotto casa e vorremmo abbracciare Borsellino per fargli sentire che non è solo.

Giovanni Falcone vive in queste pagine, come vive ancora oggi tra di noi, tra le persone che ancora lottano contro un sistema corrotto. Vive tra le persone che hanno il coraggio di convivere con la paura di essere uccise mentre tornano a casa da lavoro. Persone che sacrificano la loro vita non con la morte ma con il coraggio. Noi possiamo solo ringraziare.

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